12° Puntata – Sapore di mare

Da Bangkok, con un bus notturno, mi sposto a Phuket che, insieme a Pattaya, e’ indubbiamente una delle capitali turistiche della Thailandia. Le differenze con i maggiori centri di villeggiatura del Mediterraneo sono minime; a parte il cibo, queste citta’ hanno lo stesso aspetto in tutto il mondo: alti condomini e grossi alberghi che si affacciano sul mare, spiaggie soffocate da ombrelloni e strade con una interminabile successione di negozi di abbigliamento, ristoranti, bar e, peculiarita’ thailandese, sartorie per abiti su misura. Ci sono turisti da tutto il mondo; la parte del leone la fanno gli scandinavi: si dice che tra gennaio e febbraio quasi meta’ degli abitanti della Svezia emigrino in Thailandia!

A Phuket passo una piacevole settimana con i miei genitori, in visita dall’Italia, prima di spostarmi sulla costa est del paese e a Ko Samui, nel golfo della Thailandia. L’isola ha da tempo perso la sua vocazione agricola (coltivazione di cocco) e si e’ attrezzata per accogliere, in massa, i turisti. La bellissima spiaggia di sabbia bianca di Chaweng e’ popolata da decine di resort e bar con enormi sound system che pompano musica ad alto volume. Poco distante dalla riva le moto d’acqua schizzano veloci sulle acque turchesi della baia.

Non c’e’ voluto molto per capire che la Thailandia non è il paese giusto per scovare l’incontaminato paradiso tropicale. Forse c’e’ ancora qualche spiaggia vergine ma, con un visto turistico di soli 30 giorni, questa caccia al tesoro ha poco senso. Anche le “vicine” di Ko Samui, le isole di Ko Tao e Ko Phangan, hanno perso, se cosi si puo’ dire, la loro “innocenza”. Ko Tao e’ forse la capitale mondiale delle immersioni subacquee low cost dove, in 4 giorni e a poco prezzo, si ottiene un brevetto PADI. L’afflusso turistico, paragonato alle dimensioni relativamente piccole dell’isola (circa 20km di lunghezza per 5km di larghezza), e’ decisamente massiccio.

Ko Phangan invece e’ l’isola festaiola, l’Ibiza della situazione, scossa, a cadenza settimanale, da enormi rave a cielo aperto con migliaia di partecipanti: psichedelia e alcol a secchiellate.
Ed e’ cosi che passa un mese in Thailandia: una settimana qui, un’altra la’ e mi ritrovo a correre verso la Malesia nell’ultimo giorno di validita’ del visto.

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