14° Puntata – La fredda e efficiente Singapore

Dopo un paio di giorni a Kuala Lumpur mi sposto verso Singapore e calibro la mia visita con il soggiorno di un amico, in citta’ per partecipare ad una fiera. Singapore e’ un modello di efficienza: tutto funziona, nulla e’ fuoriposto, ci sono un sacco di servizi e infrastrutture e alcune leggi bizzarre, come quelle che vietano le effusioni in pubblico, il fumo, le gomme da masticare e l’attraversamento delle strade al di fuori delle striscie pedonali (quando invece ci sarebbe una “zebra” da poter utilizzare); l’infrangimento delle regole porta a multe salate da 250 euro!

Camminando per le strade di Singapore ho l’impressione di trovarmi in un aeroporto o in un grosso ospedale: e’ un ambiente asettico, freddo, programmato che non mi da emozioni. Che fine ha fatto l’anima frenetica e caotica del sud est asiatico? Una visita al Centro di Urbanistica svela le ambizioni future della citta': un poster recita che “Singapore vuole essere la migliore citta’ al mondo nella quale vivere, lavorare e divertirsi”. Ci sono parecchi progetti in corso tra i quali spicca quello nell’area della Marina, dove si prevedono complessi residenziali e di uffici e la costruzione di un enorme casino con giardini pensili!

Ma la corsa verso il progresso e la modernita’ ad ogni costo non sembra soddisfare tutti: la didascalia di una foto del vecchio porto di Singapore, all’interno del Museo delle Civilta’ Asiatiche, ricorda che troppo spesso la citta’ ha cancellato, a colpi di ruspa, il proprio passato.

Da Singapore le grandi multinazionali controllano i propri affari nel sud est asiatico. E’ una citta’ veramente cosmopolita; c’e’ gente da ogni parte del mondo, un sacco di ristoranti, bar, cinema, centri commerciali, alberghi a 5 stelle e strutture ospedaliere di livello. Tutto quello che serve ad un businessman occidentale e alla sua famiglia per rendere piacevole il soggiorno in citta’. Ogni tanto penso che qualsiasi cosa venga fatta qui, sia per generare un ritorno, del business. Se non lo fa, significa che e’ inutile, non ha senso.

L’estrema efficienza e pulizia di Singapore riesce a fare apparire un quartiere come Chinatown, notoriamente sozzo e caotico in altre parti del mondo, una specie di creatura degna di un parco di divertimenti. Troppo ordinato; troppo colorato.

Una cosa che apprezzo della citta’ e che non consuma eccessivamente il mio budget come altre voci (alloggio, trasporti) e’ il cibo. I “Food Courts” sono il paradiso dei curiosi. Qui, con pochi dollari, si possono deliziare le proprie papille gustative con sapori cinesi, malesi, thailandesi, giapponesi, indiani e coreani. Basta trovare uno sgabello di plastica libero, afferrare una bottiglia ghiacciata di Tiger Beer e poi fiondarsi su una delle tante bancarelle di cibo che circondano la piazza.

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