1962: Viaggio in Russia

Avevo 25 anni e l’Azienda in cui lavoravo aveva organizzato un viaggio in Russia, in occasione di una fiera. Eravamo un gruppo diversificato di dipendenti: operai, impiegati, dirigenti e il presidente stesso. Non voglio qui raccontare minuziosamente quanto ho visto perchè in Russia ormai ci sono stati tutti, e di documentari ce ne sono infiniti. Mosca mi è apparsa come una città troppo grande, monumentale e fredda, eccezion fatta per il Cremlino con le sue chiese e teatri. Eravamo alloggiati in un hotel (Metropole) stile belle epoque. Dopo la reception un grande scalone saliva ai piani superiori, mentre di lato si entrava in un gran salone al cui centro c’era una bella fontana; intorno ad essa una pista da ballo, un’orchestrina e molti tavoli dove ci servivano il pranzo, la cena e consumazioni varie, insomma si mangiava e si ballava.

Un tipo di intrattenimento certamente inconsueto per noi italiani a quel tempo. un ambiente molto decadente e decaduto che sicuramente aveva conosciuto i tempi migliori del gran lusso, ma solo per un ceto privilegiato. Ad ogni piano c’era un tavolo con le chiavi delle camere, che una severa matrioska custudiva con cura e distribuiva ai clienti. Rimasi molto impressionata dalla camera da letto: soffitti altissimi, grandi finestroni, chiusi da pesanti tendaggi di velluto bordò, relitti di un lusso passato ed ora polveroso.

Mi ha colpito vedere per le strade di Mosca donne anche anziane che “ramazzavano” i marciapiedi! Ho parlato con molti giovani che, sapendoci italiani, ci fermavano con molta simpatia, parlavano tedesco e inglese quasi tutti, ed erano molto interessati e curiosi del nostro stile di vita. Barattavamo penne biro con distintivi di Yuri Gagarin, eroe dello spazio, che aveva appena circumnavvigato la terra, permettendo ai russi di battere gli americani.

Era la Russia di Krusciov, forse migliore di quella staliniana, anche se ho avuto l’impressione di un popolo rassegnato al proprio destino, privo di stimoli. Ho visitato anche una fabbrica dove in ogni reparto era esposta la foto della persona che aveva “prodotto” di più in quel mese. Molti moscoviti, anche gente comune, finito il lavoro verso le 17, affollavano i teatri senza bisogno di essere in vestito da sera e/o elegante come da noi. L’itinerario previsto purtroppo era stato cambiato dalla polizia: a Minsk e a Kiev ci venne proibito di andare all’ultimo momento, mentre per andare da Mosca a Leningrado ci proibirono di prendere l’aereo e dovemmo prendere il vagone letto del treno (viaggiando di notte non si poteva vedere nulla).

Ho avuto la fortuna di avere come compagna di viaggio una giovane signora di Vilnius (allora inglobata nell’URSS) che faceva la regista nella televisione di mosca. Entrambe parlavamo il tedesco, così siamo rimaste sveglie una notte intera a parlare delle nostre vite diverse, di qua e di là della cortina di ferro. E’ stata un’esperienza interessante ed emozionante, peccato che non avendo al tempo viaggiato molto, non sapevo “guardare” bene oltre le prime impressioni…

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