1983: Viaggio in Camper in Turchia

Giugno 1983: viaggio in camper con marito e due figli adolescenti. Attraversamento della Yugoslavia, allora unita…

Siamo partiti in camper dal Veneto, attraversando tutta la Yugoslavia, allora unita. Durante il percorso abbiamo avuto vari disagi perchè l’autostrada Zagabria-Skopje era in costruzione. Passata la Grecia ed Istanbul abbiamo scelto di fare l’interno della Turchia. Le moschee turche sono veramente belle: Bursa, Istanbul, Edirne. Anche la natura è particolare: i fiori qui crescono spontanei e in giugno c’era una grande fioritura.

Ci siamo addentrati fino a raggiungere Afion (papavero), città molto vecchia con le case di legno molto ornate e con balconi coperti (bow window) molto stretti. Intorno alla città ho visto molti campi di papaveri da cui era ricavato l’oppio. Non posso soffermarmi a descrivere palazzi, musei e moschee della Turchia, ma sono rimasta molto sorpresa dalla cordialità e dal senso di ospitalità della gente.

Forse un po’ da incoscienti, ci fermavamo con il camper per pernottare in piccoli paesi dove alla sera c’era molta vitalità. Più volte è capitato che venivano vicino a parlare perchè molti essendo stati immigrati in Germania conoscevano il tedesco. Una sera ci hanno insistentemente invitato in una casa, all’entrata ci siamo tolti le scarpe essendo il pavimento coperto di bei tappeti, fummo accolti in una grande stanza dove “troneggiava” sui cuscini la madre ed alcuni figli. Ci hanno offerto caffè e dolcetti e siamo stati bene insieme. Inoltre, il fatto che in casa la donna appariva come una regina, ha un po’ stravolto certe nostre opinioni dei giorni precedenti: spesso, infatti, avevamo visto solo donne con la schiena piegata lavorare duramente nei campi e alla sera rientrare a casa a piedi, dietro un mulo che portava il marito.

I bambini quando ci fermavamo spesso mi portavano qualche fiore di campo, semplicemente come gesto di ospitalità/omaggio, senza chiedere nulla. Pure in città siamo stati spesso avvicinati da persone che, qualora ci vedevano esaminare la mappa della città, ci chiedevano se avessimo bisogno di informazioni. A Bursa mentre uscivamo da una bellissima moschea, ci fermò un signore che, con estrema gentilezza e parlando italiano, si offerse di accompagnarci a visitare la città. Poichè ci disse di avere un negozio di tappeti, io ero diffidente pensando di dover perdere tempo in una estenuante trattativa per comprare tappeti. Anche qui sorprendentemente, ci accompagnò nel negozio, ma non volle venderci nulla, aveva solo l’intenzione di offrirci un tè. Avrebbe addirittura voluto accompagnarci ad un bagno turco il giorno dopo, ma noi dovevamo ripartire…

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