I dolci della cucina siciliana

Siete mai stati a Palermo? Andate là, godetevi la classica cassata o la martorana, e immergetevi nel Centro Storico.

Fare un viaggio in Sicilia non vuol dire solo tuffarsi in spiagge meravigliose, visitare i monumenti dell’arte bizantina, araba, normanna e sveva. Il crocevia dei popoli che hanno abitato l’isola si è riversato anche nell’ambito puramente gastronomico. I maestri dell’arte pasticciera sono stati senza dubbio gli arabi con le loro specialità, di cui alcune impedibili.

Iniziamo con i cannoli siciliani, ripieni di ricotta, cioccolato e decorate ai lati con striscioline di buccia d’arancia candita, di cui i siciliani sono orgogliosi. Nel palermitano, dove il dolce è nato, sono notissimi i “cannulicchi”, dalle dimensioni di appena un dito. Ma se amate le proporzioni giganti, allora dovete recarvi assolutamente a Piana degli Albanesi (PA), dove i cannoli hanno delle dimensioni difficilmente riscontrabili in altre zone della Sicilia.

Sempre la ricotta è l’ingrediente principale per la Cassata. Il nome deriva dall’arabo Quas’at, l’antico stampo a zuccotto in cui veniva preparato al tempo dei saraceni, e la ricetta è stata a lungo custodita, tramandata e rielaborata grazie dalle brave suore dei monasteri, che riservavano alla cucina buona parte del loro tempo. Addirittura intorno al 1500, un editto a Mazara del Vallo (TP) proibì alla monache di dedicarsi alla preparazione della cassata, per non trascurare troppo le pratiche religiose. Se vi recate a Palermo, andate a visitare la Chiesa di Casa Professa, nel centro storico, dove si possono ancora acquistare dolci dando un’offerta alle suore.

Ma il gusto estetico dei siciliani nell’arte dolciaria è espressa al massimo nella Martorana, pasta di mandorle (detta pasta reale) dipinta e lucidata con ingredienti specifici. Questi coloratissimi pasticcini, modellati a forma di frutta, ortaggi o quant’altro, devono il loro nome alla nobile Eloisa Martorana, fondatrice nel 1193 del monastero palermitano passato alla storia anche per l’abilità pasticciera delle sue suore benedettine.

Con il passare del tempo ad ogni ricorrenza religiosa viene fatto un dolce speciale di marzapane o zucchero: pecorelle per Natale, cavallucci per Sant’Antonio, agnellini per Pasqua, bambole di zucchero duro colorato per i Defunti. Insomma le sorprese non finiscono qui. Durante il vostro viaggio in Sicilia, quindi fermandovi nelle pasticcerie, vi capiterà certamente di scoprire voi stessi i gioielli della gastronomia isolana, perchè qui la cucina è davvero una forma d’arte!

Copyright © 2005 - All Rights Reserved

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: