Fresca Estate in Lapponia


Veloce fuga da un’afosa metropoli estiva. In cerca di natura e relax. Direzione: Circolo Polare Artico…

Laghi, boschi di betulle e pini. Sono i gioielli della Finlandia. Ma se salite ancora più in alto all’altezza del Circolo Polare Artico, sembrerà tutto ancora più bello e inizieranno a farsi vedere le renne, selvatiche o di allevamento, che si trovano tranquille per strada.

Andando verso Capo Nord è immancabile il colpo d’occhio. La temperatura scende e ci si imbatte in una vegetazione che diventa più stentata, meno rigogliosa ma sempre luminosa d’estate. Le casette di legno, che caratterizzano la Finlandia, sono più rare ed anche i negozi nei villaggi sono sempre di meno. Si è pervasi da una sensazione di solitudine, che poi si trasforma in amicizia con i laghi e la natura del posto, soprattutto se si fanno escursioni sulle montagne lapponi, chiamate “tunturi”.

Noi siamo stati al Parco del Pyantunturi ed abbiamo intrapreso uno dei sentieri indicati nei cartelli. Il bosco non ha tante specie di piante, e sembra di camminare su un unico tappeto fatto di mirtilli, immersi nel silenzio.

Per alloggiare ci sono 2 opzioni molto carine e comode: i simpatici chalet dei camping in riva al lago, tutti rigorosamente in legno, muniti di riscaldamento autonomo, oppure le fattorie – B&B. Noi siamo andati alla Fattoria Makela, a gestione familiare, in particolare dalla figlia piu’ grande (circa 20 anni), che in inverno studia al Conservatorio di Kokkola, una cittadina universitaria in riva al mare.
La giornata iniziava con l’abbondante colazione, dove immancabili sono le marmellate e torte di ribes, mirtilli e lamponi. E poi il via con le camminate per i sentieri naturalistici.

In Lapponia abbiamo visto praticare vari sport: canottaggio, rafting, escursionismo…ed anche la suggestiva gara dei cercatori d’oro. A meta’ agosto, infatti, si svolge questa manifestazione, a cui abbiamo assistito per caso andando ad Ivalo, attirati da un centinaio di persone radunate in riva al lago e richiamati da una voce altoparlante. I concorrenti, uomini e donne scalzi, sono muniti di un secchio di sabbia in cui sono stati nascosti minuscoli frammenti d’oro. Vince il primo che trova le micro-pepite. Mi ha fatto un certo effetto vedere una donna circa di 60 anni, senza scarpe nell’acqua ghiacciata, con tanto di occhiali e cappello alla indiana jones, con un sorriso a 360 gradi, orgogliosa e determinata nel vincere la sfida. Il fascino di queste atmosfere e’ indimenticabile, come indimenticabili sono gli spettatori della manifestazione che applaudivano entusiasti, con l’immancabile boccale di birra, e i baracchini che emanavano il buon odore del salmone affumicato.

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