Viaggio in Senegal

Siamo tornati da tre settimane e le emozioni che questo viaggio ci ha dato sono ancora ben presenti. Abbiamo potuto vedere veramente il cuore dell’Africa nera, abbiamo vissuto al ritmo del sole, ci siamo calati il più possibile nella realtà di quei posti, abbiamo comunicato con la gente per relazionarci con loro, per integrarci il più possibile, anche se per poco tempo, con le loro abitudini, con il loro stile di vita…

Passare dal Mali al Senegal non è stato facile neanche in aereo!( all’inizio l’idea era di farlo via terra, ma la mancanza di tempo e l’imprevisto della malattia ci hanno fatto scegliere questa soluzione piu’ comoda). Abbiamo 6 ore di ritardo e arriviamo a Dakar alle 4 del mattino.

Eravamo al corrente del fatto che i senegalesi sono opprimenti e che soprattutto all’aereoporto ed a Dakar occorre fare moltissima attenzione perché sono frequenti gli scippi e tutti cercano di fregarti.
Dopo varie discussioni troviamo un tassista che ci porta all’auberge che avevamo già prenotato a Nâ??gor, villaggio di pescatori distante dieci chilometri da Dakar, e affacciato sul mare.

Ci risvegliamo il 24 dicembre mattina sul tardi, c’è il sole e decidiamo di andare a scoprire il villaggio, l’isola di fronte e di farci finalmente una vera mangiata di pesce!
Prendiamo la piroga e passeggiamo sull’isola di Nâ??gorâ?¦
Macchie di buganville, ville bellissime e soprattutto possibilità di mangiare pesce alla griglia a piedi scalzi sulla sabbia, a prezzi irrisori.
Così inizia il nostro week-end di Natale che trascorriamo tra spiaggia, ricche cene a base di pesce e passeggiate tra il villaggio e la punta des almadies, il punto più ad ovest dell’Africa, e chiaccherate con la proprietaria della nostra dimora, una signora senegalese che vive da più di 30 anni in Francia!
E’ bello poter comunicare con la gente, ed a volte, nel corso dei viaggi non èsempre facileâ?¦ Qui in Senegal, a differenza del Mali, la gente parla il francese molto bene ed allora è assai più semplice instaurare un vero rapporto! Inoltre, ci sembra quasi di essere in Svizzera. Il senegal é molto piu’ sviluppato, ci sono negozi, molte piu’ macchine, c’é una urbanizzazione, c’é una vera rete fognaria ( certo se ci si allontana dalle grandi città la situazione é ben differente e piu’ simile al Mali).
Andiamo a vistare Dakar e l’isola di Gorée, un’isola fantastica, meta oggi della jet set senegalese, ma famosa purtroppo per il suo Museo des esclaves ovvero la prigione da dove gli schiavi venivano imbarcati in direzione del continente americano.

Un momento molto triste quello della visita al museo, improvvidamente interrotto da un chiassoso gruppo di italiani che, parlando a squarciagola al telefonino, vengono malamente ripresi dal custode del museo. Ci dobbiamo sempre distinguere!
Il giorno dopo partiamo per Saint Louis, l’antica capitale situata al nord del Senegal, una città coloniale bellissima, ricca di fascino e di una calma inaspettata.
La città è situata presso l’imboccatura del fiume Senegal, tra il continente e la Langue de Barbarie, una stretta striscia di terra che si slancia nell’oceano Atlantico, Il viaggio in taxi brousse è una specie di incubo.
Seduta su una panca, dopo quattro ore non riesco più a muovere le gambeâ?¦. E pensare che i due bambini seduti dietro di noi in braccio ai genitori non hanno fiatato durante per tutta la durata del viaggio!

Ovviamente sul tetto, come in occasione di tutti i nostri viaggi, (a volte anche nelle stive dei bus) ci sono i montoni.. che, poveretti, verranno sacrificati il 31 Dicembre per la grande festa musulmana della tabaski!!
Affittiamo due bici e facciamo un giro per Saint Louis, organizziamo poi l’escursione al Djoudj, la riserva naturale protetta dall’UNESCO che si trova a nord della città decidendo infine di andare a dormire sulla â??langue de barbarieâ?.Un vero paradiso!!!
L’oceano è bellissimo.. anche se l’acqua è troppo fredda per me.
L’oceano ci offre dei tramonti infuocati cui assistiamo ammutoliti e non perdiamo un’alba magnifica dall’altro lato sul fiume Senegal.
Andiamo a un concerto di alcuni ragazzi guineani: l’atmosfera è bella, la musica anche e la gente qui è meno petulante che a Dakar.
L’escursione nella riserva naturale di Djoudj è splendida: il parco nazionale del Djoudj rigurgita di colonie intere di pellicani e di fenicotteri. Vi si ritrovano altre specie di uccelli, come aironi purpurei, garzette, jacana, spatole, cormorani, marabùâ?¦

Tra novembre e maggio, gli uccelli migratori che fuggono il freddo europeo, i trampolieri e diverse specie d’anatre vi giungono per nidificare.
Avvistiamo anche un enorme coccodrillo!!
Il giorno dopo prendiamo di nuovo un taxi brousse che ci riporta a Nâ??gor.
E’ l’ultimo giornoâ?¦. Ci dedichiamo agli ultimi acquisti e prendiamo gli ultimi raggi di sole prima di imbarcarci di nuovo per l’Europa!

Siamo tornati da tre settimane e le emozioni che questo viaggio ci ha dato sono ancora ben presenti. Abbiamo potuto vedere veramente il cuore dell’Africa nera, abbiamo vissuto al ritmo del sole, ci siamo calati il più possibile nella realtà di quei posti, abbiamo comunicato con la gente per relazionarci con loro, per integrarci il più possibile, anche se per poco tempo, con le loro abitudini, con il loro stile di vita.
Siamo tornati da tre settimane e le emozioni che questo viaggio ci ha dato sono ancora ben presenti. Abbiamo potuto vedere veramente il cuore dell’Africa nera, abbiamo vissuto al ritmo del sole, ci siamo calati il più possibile nella realtà di quei posti, abbiamo comunicato con la gente per relazionarci con loro, per integrarci il più possibile, anche se per poco tempo, con le loro abitudini, con il loro stile di vita.

E’ stato veramente un viaggio emozionante.

L’Africa mi manca!

Copyright © 2007 - All Rights Reserved

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: