Viaggio di nozze in Iran

Grazie ad alcuni amici iraniani, siamo riusciti a visitare l’Iran, un paese ospitale, con un patrimonio culturale e artistico tra i più raffinati al mondo.

Raggiungiamo Teheran con volo Austrian Airlines, molto confortevole, a buon prezzo e soprattutto puntuale. Inoltre dall’Italia permette di risparmiare un’ora di volo visto che Vienna è decisamente proiettata ad Est. Il giorno passato a Vienna è anche un modo per salutare l’Europa, in particolare se ci si ingozza di wurstel e birra, due alimenti che in Iran di sicuro non si possono trovare!

Una nota decisamente curiosa è che la maggior parte delle donne sull’aereo non sono velate, ma non appena l’aereo atterra tutte quante si coprono la testa, come prescrive la legge iraniana.

Anche Francesca, suo malgrado, deve attenersi a questa barbara usanza, e ammetto che i suoi borbottii sono ampiamente giustificati.

Teheran si presenta subito come una città decisamente moderna, ben curata e con infrastrutture piuttosto all’avanguardia, peccato che il traffico è tra i peggiori al mondo (e anche il modo di guidare non è da meno) e quindi qualsiasi spostamento diventa drammaticamente difficile.

A Teheran ho pernottato da un amico in Pashdaran Avenue che è una zona molto bella di Teheran, vicina alle montagne innevate che erano orgoglio al tempo dello Sha e che attiravano turisti da tutto il mondo. E’ stato bello passeggiare per questo viale alberato in cui si possono trovare negozi estremamente interessanti, a partire dalle pasticcerie per finire con i venditori di succo di melograno per strada, una delizia mai provata prima.

Essendo poco il tempo prima di prendere il volo verso Isfahan, lasciamo Teheran con l’intenzione di visitarla meglio alla fine della permanenza in Iran.

Con volo Iranair (discretaâ?¦.aeroplani un po’ vecchiotti e puntualità non eccessiva, ma costi contenutissimi, circa EUR 20 a testa!) raggiungiamo Isfahan. Dato che la Piazza dell’Imam è la cosa più bella, decidiamo di lasciare la visita il giorno dopo e preferiamo usare il pomeriggio per andare a vedere i famosi ponti e una chiesa ortodossa armena che dicono essere una delle più belle al mondo.

Isfahan è una città molto più tradizionalista di Teheran e quindi Francesca si è portata due magnifiche palandrane copritutto per essere in sintonia. Peccato che qui l’unico colore che va molto è il nero, il suo viola o marrone purtroppo porta tutti a guardarci come se venissimo da Marte, ma a parte qualche sorriso ironico girare per Isfahan è un vero piacere. E’ pulitissima, piena di giardini molto curati e con gente davvero cordiale e soprattutto nessuno che vede il turista come una macchina a cui succhiare qualche soldo.

I Ponti sono uno spettacolo e la Chiesa Armena di Nor Giulfa è a dir poco meravigliosa, tra l’altro gli affreschi che contiene sono unici nel loro genere ed è ancora piu curioso trovare in Iran qualcosa che proprio non ti aspetti. Peraltro la comunità armena è abbastanza numerosa e ci sono diverse chiese nel quartiere armeno.

La sera giungiamo dopo una scarpinata immane nella Piazza dell’Imam che appare in tutta la sua bellezza e la sua maestosità (la seconda per grandezza al mondo dopo la Tien-an-men ma cento volte più bella). Andiamo a mangiare in uno dei ristoranti più blasonati dell’Iran, il Bastani e capiamo che qui più che riso e kebab e kebab e riso sarà difficile trovare. I prezzi sono ridicoli ma il cibo lascia decisamente a desiderare.

Pernottiamo all’Hotel Abbassi, un antico caravanserraglio adibito ad hotel sul retro di una magnifica Madrasa sormontata da una cupola azzurra in pieno stile Isfahan. Il prezzo è piuttosto alto (essendo noi stranieri) e le camere non sono granchè, ma è decisamente un posto magnifico che per due pazzi che vanno in viaggio di nozze in Iran si rivela perfetto.

Il giorno successivo partiamo alla visita delle famose Moschee di Isfahan e inanelliamo una dietro l’altra la Jamah, la Laftollah e la Moschea dell’Imam. Una più bella dell’altra, le ceramiche azzurre che offrono una varietà incredibile di tonalità e di policromie ci lasciano esterefatti. Il livello di arte e di estetica di queste moschee è assolutamente incomparabile con nessun altro posto al mondoâ?¦forse l’Uzbekistan può proporre altrettanto, ma di sicuro Isfahan merita pienamente il titolo che gli affibbiò il grande poeta persiano Omar Khayyam: l’altra metà del mondo!

Dopo questo tuffo nell’azzurro delle ceramiche e nella raffinatezza delle decorazioni, visitiamo anche i vari palazzi appartenuti allo Sha che la città offre. E anche questi, sia per i loro stupendi giardini, sia per alcune soluzioni architettoniche decisamente affascinanti ci lasciano incantati.

La visita di Isfahan si conclude con una visita ai celebri minareti oscillanti. In Iran purtroppo I terremoti sono piuttosto frequenti, pertanto sin dall’antichità ogni costruzione ha al suo interno dei perni in legno che danno maggiore flessibilità agli edifici. Nel caso dei minareti oscillanti, se qualcuno entra nel minareto di destra e lo fa oscillare dondolandosi contro la parete, si noterà che anche il minareto di sinistra inizierà a oscillare. Oggi il tutto è fatto a ore prestabilito da un tizio che sale in cima, entra nel minareto e lo si vede chiaramente far oscillare a braccia il minareto da dentro! Mestiere decisamente affascinante, anche perchè si lavora 10 minuti ogni ora.
Conclusa questa ultima visita, decidiamo che Isfahan è ora di lasciarla alle spalle e si parte sempre con Iranair alla volta di Shiraz.

La mattina successiva decidiamo di recarci a vedere Persepoli, decisamente il meglio che Shiraz può offrire visto che il sito archeologico dista soli 50 km dalla città.

Persepoli è semplicemente meravigliosa. Intanto perchè si erge rialzata da terra di circa una 10 di metri e occorre fare una scalinata per raggiungerla, e poi perchè da lontano già si scorge la sua maestosità che rimane intatta. L’altra bella soddisfazione è che è vuota, il turismo è praticamente inesistente e se non fosse per qualche scolaresca ci sarebbero davvero poche persone disseminate in quelle che furono le stanze dei palazzi persiani. I bassorilievi sono da brivido, quando si entra dalla porta a cui si accedeva al Palazzo di Serse o al Palazzo di Dario si ha davvero la sensazione di profanare un posto mitico, per non parlare della Scalinata della Apadana, che è praticamente intatta e disseminata di bassorilievi se possibili ancora piu belli di quelli del resto del sito.

E per finire alla grande si rimane assolutamente incantati da quei pochi capitelli che rimangono con teste di cavallo, toro, grifone che sono il simbolo di questo stupendo lascito del passato.

La visita finisce con la salita alle Tombe di Serse II e Artaserse II, scavate nella roccia e che fanno da preludio alla zona di sepoltura posta a circa 3 km da Persepoli in cui ci sono le tombe dei ben piu illustri Dario I, Serse I, Artaserse I e Dario II. Le tombe sono irraggiungibili in quanto in mezzo alla montagna, ma rimangono intatte nella loro maestosità, accresciuta dai bellissimi bassorilievi ancora visibili sulle rocce sottostanti. Completa il quadro una misteriosa torre zoroastriana che ancora non si è capito a cosa servisse, ma proprio per questo è ancora piu affascinante.

Torniamo a Shiraz distrutti e ci perdiamo nel bazaar da cui usciamo con il tappeto a cui nessun turista può sfuggire. La cosa divertente è che in Iran nessuno rincorre il turista, anzi quando si entra in un negozio non si può non leggere la faccia di disappunto del commesso che sembra voler dire: ma dovevano proprio venire da me? Altro che paesi arabiâ?¦Qui sembra di essere in un bazaar uscito dritto da un paese sovietico! E naturalmente il prezzo è fisso e se si prova a negoziare si è subito considerati come dei morti di fame e anche un po’ maleducati. Roba dell’altro mondo! Appunto.

Il giorno successivo visitiamo Shiraz che è una delle città sciite più sacre e piena di pellegrini che arrivano da tutte le parti dell’Iran e dintorni. Purtroppo facciamo le spese della recente visita del Premier Iraniano Ahmadinejad che oltre a salutarci dai manifesti ha portato dietro a sè una serie di maggiori controlli di sicurezza che ci impedisce di visitare il santuario principale di Shiraz in quanto “non musulmani”. Ci tengo però a precisare che è alquanto raro che ciò accada in Iran, in quanto le moschee e i luoghi di culto sono aperti anche agli stranieri e c’è una grande tolleranza. Evidentemente la polizia religiosa era particolarmente rigida visto che il Presidente era da quelle parti. Salta così la visita al monumento piu bello della città, ripieghiamo su Madrase e Moschee che per quanto belle poco possono in confronto con Isfaha. Finiamo la nostra permanenza con una visita al Giardino del poeta Hafez e un té preso sedendoci su un favoloso tappeto, anche se un po’ consunto.

Abbiamo pernottato all’hotel Homa, decisamente bello anche se sempre un po’ caro e consigliamo di cenare a base di Laari kebab (una specialità del sud dell’Iran) e soprattutto di fare un giro in pasticceria, ne vale davvero la pena!

Il nostro tour iraniano, breve ma decisamente intenso, finisce a Teheran dove i nostri amici ci portano a fare un giro visto che è venerdi ed è festa. Il progetto iniziale è ambiziosissimo, dobbiamo purtroppo ridurlo a causa del traffico. Dopo una breve visita al cimitero (è usanza che la gente al venerdì mattina si rechi al cimitero) che diventa eternal a causa dell’incredibile quantità di gente. Il cimitero di Teheran è uno solo, e una distesa di macchine incastrate tra loro da cui esce una fiumana di gente mi fa capire quanto sia lontana l’Italia. Dopo una breve ma toccante visita al cimitero dei soldati caduti nella guerra Iran-Iraq che oggi più che mai rivela la sua assoluta inutilità ma che ha lasciato l’Iran senza una generazione di ragazzi, visto che sono morti ben più di 1.000.000 di soldati solo dalla parte iraniana.
Accanto al cimitero c’è il Mausoleo di Khomeini e non possiamo mancare la visita. Il mausoleo è una sorta di hangar piuttosto lamieroso sormontato da alcune cupole e minareti decisamente troppo moderni e all’interno (si entra solo con il chador) è obbligatorio togliersi le scarpe e non è male visto che si cammina su una splendida distesa di tappeti. All’interno ci sono uomini e donne dei ceti più bassi della popolazione, quelli in definitiva più riconoscenti all’Ayatollah che oltre a venerare la tomba (nascosta dietro una terribile vetrata verde-bottiglia) usano il luogo per fare una sorta di pic-nic con i bambini che si divertono a correre e buttarsi sugli immensi tappeti che coprono il pavimento.

A causa del traffico continuiamo a procedere a rilento e decidiamo di saltare la parte centrale di Teheran, quella della moschea e del bazaar, per recarci al Museo dei Tappeti di cui raccomando la visita. Purtroppo ci siamo presto resi conto che il tappeto che abbiamo comprato non vale granchè, anche se comunque molto più bello di tanti che si possono comprare in Italia, ma la visita a questo museo è anche un tuffo nella tradizione persiana ed è molto bello vedere su alcuni tappeti la raffigurazione di personaggi orientali e occidentali che è molto diversa dal nostro immaginario.

A seguire abbiamo ancora visitato un palazzo dello Sha (uno dei molti), purtroppo il Golestan era chiuso e anche l’attiguo museo dei gioielli, in quanto il venerdì Teheran diventa una città di gitanti e vacanzieri che intasano tutto quanto come nei giorni lavorativi. E per finire una suggestiva tappa sul Tetto di Teheran, una terrazza da cui si vede tutta la città illuminata al di sotto, tra montagne brulle da cui è anche possibile scorgere la neve che imbianca le cime più elevate.

L’Iran finisce con una corsa in taxi fino al nuovissimo e lontanissimo aeroporto Imam Khomeini in cui trascorrono le ultime ore di Francesca munita di velo. Non appena entriamo nell’aereo della Emirates che ci porterà a Dubai (scalo) per poi proseguire per Amman, finalmente le donne occidentali si possono liberare dell’opprimente fardello che l’Iran impone. Mi sento però di dire che la qualità delle cose viste meriti un seppur così fastidioso sacrificio.

Infine aggiungo che l’Iran è un paese magnifico abitato da gente molto cortese e decisamente tollerante. Non c’è mai stata ostilità nei nostri confronti, né esiste la minima percezione di criminalità o di insicurezza. La gentilezza e la cordialità nei nostri confronti è stata profusa a tutti i livelli, da coloro che sapevano un po’ di inglese e cercavano di comunicare con noi a quelli che proprio non sapevano che dire, ma che erano ben lieti di vedere due stranieri nel loro paese.


Il viaggio è stato reso possibile solo grazie all’aiuto del mio amico Shahram e di sua moglie Tania, che oltre ad averci ospitato in modo che rasentava la commozione, ci hanno permesso di ottenere facilmente il visto, si sono prestati agli interrogatori del Ministero degli Interni iraniano che chiedeva informazioni su di noi e ci hanno prenotato tutti gli alberghi, i voli interni e anche il volo per Amman, facendoci risparmiare davvero tantissimo e permettendoci una vacanza fai-da-te in un paese che purtroppo non consente facilmente di avvicinarsi. Aggiungo che esiste comunque un po’ di turismo, abbiamo anche trovato alcuni gruppi di italiani e consigliamo a tutti di prendere in considerazione la visita a questo magnifico paese, nella speranza che la stupidità dei politici locali e che guidano le nazioni del mondo non prevalga sulla preservazione di un patrimonio culturale e artistico tra i più raffinati al mondo.

Per chi fosse curioso di sapere come è proseguito il nostro viaggio di nozze può fare un giro in Siria e Giordania (e un breve articoletto su Dubai).

Copyright © 2007 - All Rights Reserved

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: