Giordania breve ma intensa

Per concludere il nostro viaggio di nozze, Francesca ed io giungiamo ad Amman.

Per concludere il nostro viaggio di nozze, Alberto ed io giungiamo ad Amman. Non avendo pressochè dormito la notte precedente, decidiamo che non visiteremo la capitale giordana e decidiamo di rimandare le nostre velleità turistiche al giorno dopo.
Noleggio auto con Europcar (scarsa conoscenza dell’inglese e inoltre ho pagato in loco anche se avevo prepagato e pertanto sono in attesa di rimborso), macchina dignitosa.

Guidare in Giordania non è particolarmente semplice, c’è molta indisciplina e anche le segnalazioni sebbene ci siano, spesso traggono in inganno chi è abituato ai criteri europei. Per fortuna sia sul Mar Morto che nella Strada dei Re c’è poco traffico e ciò permette di districarsi abbastanza agevolmente.

Partiamo alla volta di Petra passando dalla Valle dei Re.

La prima sosta è Madaba, cittadina carina e con un imperdibile mosaico all’interno di una chiesa ortodossa. Il mosaico, di origine bizantina, rappresenta una mappa della Giordania e della Palestina e si può riconoscere Gerusalemme. E’ molto celebre e rappresentato ovunque, vederlo dal vivo è davvero una bella emozione!

I prezzi giordani sono però assolutamente in linea con l’Europa e gli ingressi sono spesso belli salatiâ?¦abituati all’Iran ci diventa un po’ difficile accettare di buon grado.

Da Madaba, visto che è presto, decidiamo di fare una deviazione verso il Monte Nebo e poi Mar Morto.


Il Monte Nebo, quello sulla cui cima sarebbe morto Mosè, è in una zona estremamente selvaggia, a pochi chilometri di deviazione da Madaba. Il paesaggio si fa montuoso e brullo, ma anche molto affascinante. Sulla cima del monte si erge un antico monastero anch’esso ricco di mosaici bizantini che sicuramente vale la visita. Dalla balconata si nota che il panorama scende bruscamente e in lontananza si scorge il Mar Morto.

Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso il Mar Morto, non prima però di tentare una visita al sito nel quale sarebbe stato battezzato Gesù. Arrivati nel parcheggio ci accorgiamo però che si può solo accedere con visita organizzata e costa ben 7 EUR. Come se non bastasse la visita dura due ore! Francesca e io ci guardiamo e scappiamo!

Costeggiare il Mar Morto si rivela estremamente piacevole, non fosse che la strada è disseminata da posti di blocco. Del resto si vede perfettamente l’altra sponda di appartenenza palestinese e si capisce che la zona oltrechè turistica è anche parecchio militarizzata. La polizia giordana e i soldati sono comunque estremamente cortesi, non chiedono mance nè assumono posizioni arroganti. Nè fanno perdere troppo tempo, cosa estremamente apprezzata, visto che di tempo ne abbiamo davvero poco!

Con nostra sorpresa accedere alle rive del Mar Morto si rivela più difficile del previsto, infatti le rive sono piuttosto scoscese. Dato che non vogliamo andare presso un hotel con tanto di spiaggia, ma vogliamo trovare una via un po’ più “clandestina”, fermiamo l’auto in un posto pressochè deserto e iniziamo una lenta discesa che ci porta a bagnarci le mani nel mitico Mar Morto. Lo scenario è bellissimo, siamo sotto il livello del mare, in lontananza ci sono monti piuttosto alti, come il Nebo e altri dai quali il dislivello è piuttosto considerevole e dall’altro lato della strada ci sono delle rocce spioventi di un colore rosso intenso che nascondono dei canion che raggiungono il cuore della Giordania. Ci si gira e si vede l’azzurro del mare e il bianco del suo sale, e la Palestina sull’altra riva! Magnifico!

Ripartiamo in macchina e proviamo a fare una strada nuova per rientrare verso Madaba e si rivela una buona scelta, infatti scaliamo letteralmente un paio di montagne tra cammelli e scenari molto suggestivo, con il Mar Morto sempre più piccolo alle nostre spalle e montagne semidesertiche tra i cui tornanti ci avventuriamo.

Ritornati sulla strada principale, la nostra giornata di avvicinamento a Petra prosegue con due soste, una panoramica sulla strada dei Re, in uno scenario fatto di canyon a perdita d’occhio e la strada che si infila tra di essi. L’altra sosta è la cittadini di Karak con il castello che non appena lo vediamo puzza di super-ricostruito e quindi decidiamo che ci accontentiamo di una fotografia.

Dopo un paio di ulteriori soste panoramiche, giungiamo finalmente a Petra dove pernottiamo presso il sontuoso Crown Plaza. Si rivela una scelta estremamente buona. Il costo in effetti è un pò più alto, ma l’hotel è accanto alle rovine e consente di entrare a piedi, senza muovere l’auto. Inoltre è su una altura che fa capire chiaramente che Petra è a pochi passi.

L’indomani alle 6.00 sono già alla biglietteria, temendo che ci sia una folla immane. Memore di code mostruose a siti di simil importanza, come Macchu Picchu o Chichenitza, mi accorgo di essere da solo. Anzi, la biglietteria è chiusa nonostante mi avessere detto che apriva alle 6.00. Maledico la pressapochezza giordana e torno all’albergo, tra l’altro sta pure piovviginandoâ?¦in mezzo al deserto!

Fatta colazione, Francesca e io torniamo alla carica e per la modica cifra di EUR 45 in due acquistiamo I biglietti di ingressi e notiamo con piacere di essere i primi!

E’ una delle più grandi emozioni della mia vitaâ?¦Francesca e io, da soli, entriamo dentro Petra! Sembra di essere in un film. Finito il canyon di 1,2 km che porta all’ingresso principale, ci si spalanca uno scenario magnifico e poterlo immortalare senza nessun altro in vista, credo che sia il miglior premio alla levataccia mattutina.

Petra è decisamente stupenda, uno dei siti più spettacolari in assoluto. Sebbene molto faticosa (praticamente si scalano due montagne!), con il vantaggio della brezza mattutina si arriva alle 10.00 del mattino, quando il sole inizia a farsi sentire, con ancora tanta energia in corpo, e si sono ormai già fatte ben 3 ore di visita camminando continuamente!

Dopo esserci avventurati al famoso “Monastero”, una tomba nabatea dalla facciada semplicemente stupenda, posto al culmine di una montagna a cui si accede dopo una camminata di circa 35-40 minuti, ci rendiamo conto che siamo ormai cotti e possiamo iniziare a tornare verso l’albergo. Ovviamente per fare ciò ci vanno altre due ore tra cammino e visita delle varie tombe nabatee e delle duemila foto che un posto così bello obbliga a scattare. Pertanto quando arriviamo in hotel sono ormai le 15.00 passate, siamo distrutti e siamo contentissimi di avere un hotel così vicino e soprattutto con una bella piscine rigenerante!

Il giorno successivo il programma è ambiziosissimo: partenza la mattina presto, risalita rapida verso Amman tramite autostrada, visita a Jerash e magari dintorni, prima di lasciare l’auto alle ore 20.00 all’aeroporto e prendere l’aereo per Aleppo.

Il programma procede alla grande (nonostante il terribile traffico attorno ad Amman) fino a Jerash. L’antica città romana è uno spettacolo da non perdere, il teatro e il colonnato semi-elittico sono assolutamente inarrivabili.


Poi iniziamo a perderci per segnalazioni poco precise e deviazioni da cui non si riesce ad uscire anche a causa di un territorio completamente collinoso che non agevola le manovre per uscire da situazioni intricate. Decidiamo pertanto di andare verso Amman e magari vedere qualcuno dei vecchi castelli arabi che sorgono nel deserto. Per fare ciò però bisogna passare per una cittadina chiamata Az-Zarqa (famosa per avere dato i natali al terrorista Az-Zarqawi) in cui non troviamo alcuna segnalazione, se non per Amman. Come se non bastasse entriamo in una zona militare e presi dall’inquietudine decidiamo di fare marcia indietro. Decidiamo allora di tornare verso Madaba e usare le poche ore di Giordania che ci restano per andarci a godere un suggetivo tramonto sul Mar Morto.

Seguendo le indicazioni della guida, decidiamo di andare a Mukkewir, l’antica Macheronte sulla cui sommità sorgono le rovine del Palazzo di Erode, il luogo secondo cui si sarebbe svolta la famosa Danza dei Sette Veli di Salomè e la decapitazione di San Giovanni Battista. I resti del palazzo sorgono in una posizione decisamente suggestiva, e la visuale del sottostante Mar Morto, con il tramonto che incombe è il finale più adeguato di questi 3 giorni on the road in Giordania, estremamente belli e romanticiâ?¦del resto siamo in viaggio di nozze!

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