Turismo Rurale Comunitario in Costarica. Intervista all’Associazione Jazòn

Jazòn (Jovenes Agroecologistas de la Zona Norte) é un’associazione composta da più di cento giovani costaricani della Zona Nord del Costa Rica, impegnati non solo nel Turismo Rurale Comunitario ma anche nella protezione dell’ambiente.
Simonetta Vallifuoco – cooperante italiana impegnata nel progetto per una agenzia tedesca di cooperazione internazionale – ci racconta qualcosa di loro…

Ci descrivete brevemente il Costa Rica? Le sue ricchezze, le sue bellezze ma anche i suoi problemi?
“Costa Rica é uno dei pochi Paesi del mondo che ha abolito l’esercito (1948) ed ha investito di più in educazione, e salute. Ancora oggi possiede una tasso di alfabetizzazione che é tra i più alti di tutta l’America Latina.
Il Costa Rica é riconosciuto mondialmente per il suo impegno nella protezione della natura. Le zone protette costaricane ospitano uno straordinario numero di specie animali e piante. La cura dei parchi e delle aree protette (più di 30 unità distribuite in tutto il Paese, comprese le isole) é a carico delle istituzioni pubbliche e private ma conta anche su una partecipazione attiva delle comunità. Gli abitanti del posto hanno una grande coscienza ambientale.
Effettivamente la ricchezza naturale di questo Paese é tanta se si pensa che in un territorio di 51 mila chilometri quadrati (circa lo 0,03% della superficie del pianeta) si può trovare circa il 5% della biodiversità mondiale. Ed é per questo che viene anche chiamato “Paìs Megadiverso”!!
Alcuni esempi: a seconda della zona che si voglia visitare, i viaggiatori avranno la possibilità di osservare quetzales, tapiri, più di 5 specie di tucani, bradipi, scimmie, caimani, coccodrilli, più di 2.000 specie di farfalle diurne e circa 4.500 notturne ed una rigogliosa e stupefacente vegetazione!
In Costa Rica si possono ammirare imponenti vulcani, come il misterioso Vulcano Poàs (uno dei più grandi del mondo) o il Vulcano Arenal che con le sue eruzioni attrae gente da tutto il mondo! E se si vuole prendere un po’ di sole tropicale? C’é solo l’imbarazzo della scelta: i Caraibi con le loro spiagge nere e bianche e le loro incantevoli insenature; o le spiagge del Pacifico baciate “appassionatamente” da onde impetuose, una delizia per surfisti. E per gli amanti della montagna? C’é il Chirripò (3.820 m.) che spadroneggia nella Cordigliera di Talamanca. Insomma Costa Rica é un vero “paradiso terrestre”.
Ma sicuramente ci sono anche dei problemi, o meglio delle forti minacce ambientali. In alcune zone della Costa (come per es. Il Pacifico Centrale) nei pressi di cittadine come Jacò o Quepos si sta costruendo moltissimo, danneggiando così km di costa. La maggior parte degli edifici sono Hotel (i cui proprietari spesso sono stranieri) o “condomini” per gente in pensione (sempre stranieri) che decide di trasferirsi in Costa Rica per il clima. La mia paura é che tutto questo dilaghi, che si perda il controllo che si trascurino gli studi d’impatto ambientale e che questa zona si trasformi in una nuova “Acapulco”.”

Che cos’é il Turismo Rurale Comunitario?
“Il Turismo Rurale Comunitario é caratterizzato da “esperienze turistiche programmate e integrate in maniera sostenibile nell’ambiente rurale e sono organizzate dalla gente locale, raggruppata in organizzazioni per il benessere della comunità” (ICT, PNUD, Alianza TRC 2005).
Nel TRC possiamo individuare sei caratteristiche:
– Integra le ricchezze naturali con la vita quotidiana delle comunità rurali.
– Promuove le pratiche produttive sostenibili nell’offerta turistica.
– L’esperienza turistica si adatta alla dinamica rurale, conservando le sue caratteristiche: ambienti rustici ma accoglienti e comodi.
– Alimenta la gestione e la partecipazione locale, rafforza l’organizzazione locale nella quale partecipano varie famiglie o tutta la comunità.
– Integra la popolazione locale in questa attività imprenditoriale, distribuisce in maniera equa i benefici e rafforza “gli ingressi” delle famiglie di agricoltori.
– Fa sì che gli agricoltori rimangano con la propria terra e non siano costretti a venderla.”

Alcuni dei vostri collaboratori sono indigeni del posto, altri italiani.
“Tutti i membri di JAZòN (Giovani agro-ecologisti della Zona Nord del Costa Rica) sono costaricani. Io sono una cooperante di una agenzia tedesca di cooperazione internazionale e sto collaborando con Jazòn per promuovere questo tipo di offerta turistica alternativa e sostenibile, e per far conoscere in Europa “Vacaciones con Familias Campesinas” (www.costaricaruraltours.com). Sono italiana e rimarrò in Costa Rica per 3 anni.”

Come e’ nata l’iniziativa di costruire questa organizzazione?
“I giovani della Zona Nord si sono resi conto che il turista straniero era interessato a conoscere le attività agricole delle famiglie “campesinas”. Questo perchè lo hanno provato per esperienza personale: molti viaggiatori si fermavano nelle loro fincas per vedere come si mungeva una vacca, o per conoscere la pianta della yucca, per capire che differenza c’é tra il platano e la banana, per vedere come si prepara il delizioso café costaricano, o per scoprire che l’ananas non cresce sugli alberi, etc. E così si sono organizzati e specializzati per riuscire a complementare la loro attività agricola con quella del turismo rurale comunitario.”

Quali sono i vantaggi per le famiglie contadine che ospitano le persone?
“I vantaggi per le famiglie di agricoltori che fanno parte del progetto sono notevoli: possono contare su un’entrata di denaro in più magari proprio in periodi di scarse risorse agrarie. La famiglia intera partecipa nell´attività tursitica e devo dire che soprattutto le donne acquistano sempre più un ruolo predominante ed attivo, micro-imprenditoriale.”

Con quante famiglie siete in contatto?
“Siamo in contatto con più di 80 famiglie di agricoltori di 12 Comunità della Zona Nord del Costa Rica: Fortuna, Caño Negro, La Florida, Bijagua, Sta Teresa, San Marcos, Sta Elena, Quebrada Grande, Los Criques, Garabito, Los Alpes e San José de la Montaña.”

La politica del Costarica promuove iniziative di questo genere?
“Senza dubbio la politica del Costa Rica sostiene questo tipo di turismo. Il Piano Nazionale di Sviluppo Sostenibile dell’Istituto Costaricano del Turismo (ICT), cita come uno dei punti forti: il turismo rurale comunitario, oltre al turismo tradizionale “sole e spiaggia”, l’ecoturismo ed il turismo di “avventura”.
Questo perché é un turismo differente che mantiene vive le tradizioni, che é impegnato nella protezione della natura, che é frutto della creatività e degli sforzi delle comunità rurali.”

Da quale paese proviene la maggior parte di turisti che viene da voi? “Riceviamo turisti (che chiamerei più viaggiatori), da tutte le parti del mondo. Devo dire che sta aumentando il numero degli europei (in particolare tedeschi, olandesi e spagnoli). Sono molti anche i costaricani che ci contattano per fare delle escursioni nella Natura (es. Camminata nel parco Volcàn Tenorio, Rio Celeste).”

Il motivo per essere “turista rurale” in Costarica?
“Motivo per essere turista rurale in Costa Rica? Chi sceglierà di vivere un’esperienza di turismo rurale comunitario non si sentirà un turista, non conoscerà i luoghi del turismo di massa, ma al contrario piccole comunità, territori indigeni che non hanno modificato il loro stile di vita per adattarsi al gusto e alle necessità del turista. Conoscerete i costaricani ed il loro stile di vita, non berrete caffé espresso ma il delizioso caffé “choreado” alla maniera “tica”. Imparerete a preparare “tortillas”, a mungere una vacca, a cogliere un ananas, a conoscere le piante. Vedrete luoghi di una bellezza inaudita che sono fuori dai classici circuiti turistici.”

3 parole per riassumere Il Turismo Rurale in Costarica?
“Turismo Rurale Comunitario: un’esperienza autentica indimenticabile!”

Per avere più informazioni potete consultare la pagina web: www.costaricaruraltours.com.

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