Una giornata a Dolores


Mi sono accorta davvero della ricchezza di quel giorno e mezzo trascorso a Dolores, soltanto quando sono tornata a Milano. E’ forse vero che la straordinarietà di un viaggio si comprende davvero soltanto quando si è ritornati a casa…

Prima di partire per il Guatemala, abbiamo cercato possibili contatti su internet, che ci permettessero di immergerci piu’ velocemente nella realta’ locale che andavamo a trovare.

Abbiamo trovato il sito www.amiciguatemala.it, che ci ha messo in contatto con Giorgio Pittalis, un missionario dell’ordine domenicano, che gestisce una missione a Dolores, ad un’ora circa di distanza da Flores.

Andare a visitare una Missione, soprattutto per gente come noi che non frequenta molto le chiese, e’ stato come immergerci in una incognita. Poteva rivelarsi una perdita di tempo oppure una di quelle visioni che confermano la tesi che “il mondo fa schifo ed è pieno di dolori”.

Arrivati in Guatemala la prima notte ci fermiamo nella cittadina turistica di Flores, per prendere la mattina seguente il bus diretto a Poptun, che si ferma a Dolores dopo un’oretta circa di strada.

La prima sensazione che provo appena saliamo su quell’autobus locale e’ forte imbarazzo. Siamo gli unici 2 “turisti” sulla vettura.
Le facce dei guatemaltechi con noi sul bus sono serie e silenziose, molto meno ridenti rispetto a quelle che abbiamo visto a Flores.

Attraversiamo piccoli villaggetti contadini immersi nel verde. Ogni tanto salgono alle fermate bambini/e sui 5 anni che vogliono vendere il platano essiccato o le pannocchie bollite.

Troviamo nel villaggio 2 grandi manifesti politici che subito mi colpiscono. L’8 e il 9 Settembre si sarebbero svolte le elezioni nel Peten.

I candidati maggiori erano due: un ex soldato dallo sguardo di ghiaccio, che come frase manifesto della sua politica scriveva “Manodura” e l’altro, Giammattei, un ex responsabile delle Carceri dallo sguardo certamente piu’ mite.

Ormai le elezioni si sono svolte e Giammattei ha perso. Rimangono in ballo “Manodura” e un altro candidato che si giocheranno la Presidenza nel Petèn i primi di novembre.

Ritorniamo al viaggio. Arriviamo all’Hotel Mi Recuerdo, che era stato prenotato per noi dal missionario, dove ci accolgono 2 gestori (il proprietario abita a Guatemala City): una ragazza incinta di 28 anni ed il suo compagno di 23 anni. Ci offrono delle “naranja”(?), ossia delle arancie locali dall’aspetto verde, ma dentro molto buone e mature.

Aspettiamo in stanza Padre Giorgio, che l’indomani ci avrebbe fatto visitare le missioni di cui si sta occupando.

Ricordo quella sera per il forte mal di testa, che l’umidita’ nella foresta Lacadonica il giorno prima mi aveva provocato.

L’indomani andiamo a trovare Padre Giorgio, nella scuola da lui gestita.

La loro Missione si ispira all’insegnamento di San Domenico di Guzman, definito dall’agiografia “un sacerdote viaggiatore”.
Infatti è proprio un viaggio avventuroso, intorno al 1300, che lo mette a conoscenza di nuove realtà, lo interpella e, guardando “fuori di sé”, gli fa scoprire la sua nuova vocazione.

L’Istituto che Padre Giorgio manda avanti a Dolores è la Scuola Superiore S.Martin de Porres, nata con l’obiettivo di offrire una possibilità di studio a ragazzi e ragazze che per le loro condizioni socio-economiche non ne avrebbero mai avuto l’opportunità.

La scuola, parificata a quelle statali e riconosciuta dalle autorità comunali, offre due indirizzi di studio:

  • Medio-Superiore: “Perito in Ecoturismo” triennio di scuola media superiore o di secondo grado; equivalente ai 5 anni delle medie superiori italiane. Il titolo abilita alla professione di «tecnico in risorse ambientali e monumentali», e dà accesso all’Università.
  • Professionale (Capacitacion): diretto a tutti coloro che desiderano apprendere o migliorare un mestiere: muratore, falegname, taglio e cucito, culinaria, agricoltura, ecc.
  • Padre Giorgio, oltre che ad essere Preside è anche docente di inglese.

    La scuola si trova immersa nel verde. All’entrata c’è un grande cortile ed un campo da pallacanestro. E poi attorno: la sala comuputer, il laboratorio di chimica, quello di lingue, la cappellina, la presidenza, la sala degli insegnanti.

    E poi il dormitorio dei ragazzi: una serie di stanzette separate tra loro da tende, ciascuna dotata di un’amaca.
    Dopo la visita alla scuola siamo andati a vedere il Progetto di Colture alternative: un campo dove si possono effettuare corsi per imparare a sfruttare al meglio la terra.

    Questo Progetto è curato da Padre Ottavio, l’altro sacerdote che insieme a Padre Giorgio cura la missione di Dolores.

    Padre Ottavio è impegnato nella cosiddetta “Pastorale della terra”, ossia nell’aiutare i campesinos a diventare realmente proprietari delle loro terre, coltivate senza nessuna legalizzazione per anni.

    Infatti il Petén fu luogo di rifugio di tanti disperati, ma il Governo donò quel vasto territorio a uso di coloro che lo appoggiarono nella lotta alla guerriglia. Negli accordi di pace del 1996 il Governo si impegnò a condonare queste terre ai campesinos, che le avevano curate nel tempo.
    Dato che esiste questa clausola negli accordi di pace è molto importante che adesso gli stessi campesinos diventino proprietari anche per legge, prima che qualcuno gliele tolga.

    La “Pastorale della Terra” vuole, quindi, sostenere i tanti poveri contadini analfabeti di Dolores, offrendo un doppio aiuto:

    I. Dare loro una mano a sbrigare le faccende burocratiche perché i campesinos siano legalmente in possesso dei loro terreni.
    II.Insegnare loro a sfruttare la terra al meglio con varie forme di coltivazione programmata e alternativa.

    Un altro luogo che abbiamo visitato a Dolores è stato un Progetto Sanitario, finanziato dalla Spagna e gestito dalle suore.
    Il livello di copertura del servizio di salute nei villaggi è nullo, le condizioni precarie di vita favoriscono la presenza di malattie infettive contagiose, senza nessuna prevenzione delle stesse.

    La Struttura offre un duplice servizio:

    – Uno studio medico, che permette anche di vaccinarsi contro le più frequenti malattie (infezioni intestinali, infezioni respiratorie, anemia, malaria, dengue etc)
    – Un centro per i bambini malnutriti nella prima fase di vita.

    Era incredibile vedere tutti questi bambini piccolissimi (1/2 anni) curati con amore ed affetto da infermiere, suore e volontari: li pettinavano, li nutrivano, gli facevano vedere cartoni animati… Era uno spettacolo bellissimo! Quando leggo i giornali penso sempre: ma quanto fa schifo la razza umana! Vedendo invece tutti quei volontari impegnati con amore nella promozione dei più piccoli ero quasi orgogliosa della specie umana!

    E poi tutte quelle vecchiette guatemalteche che ci guardavano sorridendo e salutandoci con la mano. Erano dolcissime!

    Lasciata la Struttura sanitaria siamo andati a vedere il piccolo Museo di Dolores, la Chiesetta (totalmente vuota e per niente ricca come le nostre), per poi andare a pranzare a casa di Padre Giorgio: insalata di riso con uova e wusterl, verdure e guacamole.
    In serata siamo tornati a Flores, dove abbiamo saputo che stava arrivando l’Uragano Dean

    Mi sono accorta davvero della ricchezza di quel giorno e mezzo trascorso a Dolores, soltanto quando sono tornata a Milano.
    Quando ero là ero frastornata, da una parte vedevo cose che mi affascinavano, dall’altro ero davvero stanca di vedere tutte quelle cose e desideravo andare in una comoda camera a riposare un pò.

    E’ forse vero che la straordinarietà di un viaggio si comprende davvero soltanto quando si è ritornati a casa…

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