Boicottaggio del Turismo in Botswana

Parliamo della Central Kalahari Game Reserve in Botswana, che copre un’area di 52.000 chilometri quadrati ed è la più grande zona protetta dell’Africa. E’ una zona arida coperta di vegetazione bassa, dove vivono gnu, eland, kudu, ghepardi, leopardi e licaoni, oltre alle iene, ai falconieri ed ai leoni.

Pensare ad un posto del genere fa venire voglia inevitabilmente di andarci, immediatamente e senza remore. Viaggiare infatti fa sentire liberi, ma penso che questa libertà non deve mai ledere i diritti altrui, a costo anche di rinunciare ad una vacanza in quel determinato posto.

Leggevo in questi giorni dell’iniziativa che l’Organizzazione mondiale Survival International promuove da alcuni anni: il boicottaggio del turismo in Botswana.

Surviver chiede alle persone di non scegliere il Botswana come meta turistica finché ai Boscimani Gana e Gwi e ai loro vicini, i Bakgalagadi, non verrà concesso di rientrare nelle loro terre di origine, nella Central Kalahari Game Reserve (CKGR), e di praticare la cacciaraccolta liberamente.

Infatti migliaia di Boscimani Gana, Gwi e Bakgalagadi sono stati nel 2002 sfrattati con la forza dai loro territori natii, dicendo al resto del mondo che i trasferimenti dalla Central Kalahari Game Reserve sono stati volontari, basati sulla libera scelta.

Sempre in questi anni il Governo ha costruito una serie di strutture destinate ad ospitare turisti. La cosa piu’ cruenta e’ che il Governo stesso, dopo aver sfrattato le comunità indigenn, hanno fatto tornare alcuni di loro come attrattiva turistica, facendogli avere una sorta di funzione di corredo ai resort che sono nati in quei posti.

Mi spiego meglio. Nel 2004 l’organizzazione boscimane First People of Kalahari ha denunciato alcuni tour operator specializzati in safari perché portavano turisti nella CKGR e convincevano i Boscimani, ritornati alle loro comunità, a danzare e a condurli sulle tracce degli animali. I Boscimani venivano ricompensati con tabacco.

Ecco quindi l’assurdità: Il governo sta negando ai Boscimani il diritto di risiedere o persino di visitare la propria terra ancestrale, ma allo stesso tempo vuole che essi siano disposti a contribuire al potenziale turistico della riserva, fornendo spettacoli culturali per turisti.

Inoltre nelle pubblicazioni turistiche del governo si legge molto sullo stile di vita seminomade basato sulla caccia-raccolta dei Boscimani. La brochure del 2004 afferma: “Oggi il loro numero è diminuita, ma alcuni San sono ancora vivi e mantengono ancora il loro stile di vita tradizionale di cacciatori-raccoglitori nella Central Kalahari Game Reserve e in altre zone del Kalahari”.

In realtà il governo ha proibito ogni attività di caccia-raccolta nella CKGR quando ha espulso i Boscimani nel 2002, e i Boscimani che cacciano per sfamare le proprie famiglie ora devono affrontare arresti e multe salate.

Mi chiedo: e’ giusto cacciare un popolo dalla sua terra e poi usarlo per “vendere” il luogo ai turisti?

Se volete approfondire l’argomento vi segnaliamo il link “I Boscimani non sono per sempre”, il fascicolochee racconta nel dettaglio gli interessi legati allo sfratto dei Bosciamani dalla Central Kalahari Game Reserve, loro terra ancestrale.

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