In viaggio tra Perù e Bolivia: Machu Picchu, la Città Perduta


Machu Picchu è un luogo assolutamente da non perdere, un posto quasi di culto, impossibile non provare un senso mistico quando si arriva lassù.

L’alba è il momento migliore per avvicinarsi al sito: il luogo è ancora deserto (non sono ancora arrivate le orde di turisti, che di lì a qualche ora inizieranno ad apparire) e vederlo mentre il sole sale è emozionante; comincia a svelarsi lentamente e il sole che sorge aumenta la sensazione della scoperta. Un po’ ci si sente vicini a quello che deve aver provato il suo scopritore, l’archeologo americano Hiram Bingham, che nel 1911 – primo occidentale nella storia – ebbe l’onore (e il merito) di accedere alla città perduta di Machu Picchu. Il sito infatti non fu mai scoperto nemmeno dai Conquistadores spagnoli e rimase nascosto nella giungla fino al 1911.

In realtà la spedizione della Yale University capitanata da Bingham, pensò di trovarsi di fronte alla leggendaria Vilcabamba, capitale dell’impero Inca in rotta dopo l’invasione spagnola.
Invece si trovarono di fronte ad un sito che, per la sua posizione geografica, difficilmente poteva essere un centro con funzioni commerciali o militari, ma piuttosto una residenza reale o un ritiro religioso. Costruito probabilmente intorno al 1460, Machu Picchu si trova ad un’altitudine di 2400 metri sul livello del mare in cima ad un rilievo, stretta tra due picchi (Huayna Picchu, spesso riprodotto nelle foto del sito, e Intipunku).

Il posto è incredibilmente coreografico e magico, il panorama lascia senza fiato: guardando in alto si può ammirare il picco di Huayna Picchu rigoglioso di vegetazione tropicale lussureggiante, che svetta nel cielo azzurro; guardando in basso c’è uno strapiombo di 400 metri, sul fondo del quale scorre impetuoso l’Urubamba, compiendo ampie anse intorno alle montagne circostanti. Anche a Machu Picchu si ritrovano le stesse tecniche costruttive giù viste. Gli edifici (case, templi, terrazzamenti) sono perfettamente conservati. Girando nel sito, si può ammirare il tempio del Sole e il tempio delle Tre Finestre (così chiamato per le sue tre splendide finestre, ma di cui non è ancora chiara la funzione); oppure l’Intihuatana, un unico blocco di pietra, con una forma bizzarra e complessa, che probabilmente serviva come calendario astronomico, per predire i solstizi.

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