La Piana di Giza


Sarà banale, ma le Piramidi e la sfinge sono uno dei motivi principali che ci ha spinti a venire in Egitto. Arriviamo alla Piana di Giza prestissimo, verso le 7/7.30 di mattina: è l’ora migliore, la Piana non è ancora invasa dai turisti. e in effetti davanti all’ingresso non c’è nessuno, solo la Sfinge, che ci guarda da dietro il cancello, a poche centinaia di metri.
Alle 8 si aprono i cancelli e ancora non si vede nessuno, ma l’illusione di poter ammirare le Piramidi nel silenzio e nella pace, dura qualche minuto: arrivati davanti alla Grande Piramide, ci accorgiamo che dietro ci sono decine di pullman e orde di turisti già sbarcate….c’era un altro ingresso!

Ma parliamo delle Piramidi: sono tutte e tre imponenti, e destano stupore. Non penso però che tale sensazione sia dovuta esattamente alle dimensioni, quanto piuttosto alle loro fattezze: in Europa siamo abituati a costruzioni fatte di archi, colonne, porte, finestre e tutti quegli elementi architettonici – funzionali e/o decorativi – che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Qui invece ci troviamo di fronte a dei “monoliti”, a delle gigantesche forme piramidali senza “finestre”, senza elementi decorativi, senza niente. Solo una forma “elementare”, che sprigiona enigmaticità, che lascia, appunto, stupiti. E probabilmente, quando le Piramidi erano ancora intatte, quando i loro rivestimenti non erano ancora stati depredati per costruire il Cairo o distrutti da qualche emiro un po’ “facilone”, erano ancor più vicine ad una forma piramidale perfetta, con le pareti liscie e senza pertugi, e per questo ancora più stupefacenti.
Intorno a questi monumenti incredibili, un discreto tramestio di gente: turisti, egiziani che tentano di venderti qualcosa, cammelli, poliziotti.

La Sfinge è posizionata un po’ più in basso rispetto alle Piramidi, e inoltre è pure stata scavata nella roccia. In effetti non sembra un posto adeguato per una scultura di tal genere, nel senso che, trovandosi sul fondo di una conca, non risalta particolarmente. Di essa svetta fuori la testa, ma certo se si trovasse su uno spiazzo deserto l’effetto scenico sarebbe decisamente maggiore.
Ad essa si accede attraversando il tempio di Chefren, un edificio costruito in maniera mirabile, utilizzando blocchi di granito enormi fatti combaciare l’uno all’altro con una precisione molto difficile da raggiungere.
Purtroppo non ci è stato possibile scendere ai piedi della Sfinge, ma solo guardarla dal bordo della conca nella quale si trova. Essa appare stupefacente , ma anche bizzarra: ha il corpo di un leone e la testa umana, quella del faraone Chefren. Una testa che guarda impassibile, quieta e salda, come quasi tutti i volti scolpiti dagli antichi Egizi. Per certi versi è ridicola, questa testa così stolida, che sembra non accorgersi di avere per corpo quello di un leone. Forse se se ne accorgesse si farebbe una risata!

Anche il sito di Saqquara è molto bello, ma certo non paragonabile alla Piana di Giza. A Saqqara, oltre ad una Piramide abbastanza messa male, ci sono parecchie tombe con affreschi. Ma purtroppo, quello che mi è rimasto impresso, è vedere una di queste tombe – un pozzo che scendeva di parecchi metri in profondità – usato come discarica.
Devo dire che anche a Giza abbiamo trovato sporcizia in giro. E questo mi spiace. Posso capire quando qualche povero custode, per arrotondare il magro stipendio, chiede la mancia per mostrare le tombe. Ma riempirle di monnezza mi sembra proprio stupido.

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