La Bibbia del TR di Renzo Garrone

E’ da qualche mese in edicola l’ultima edizione di “Turismo Responsabile: nuovi paradigmi per viaggiare in Terzo Mondo”, il libro di Renzo Garrone sul TR.

Viste le dimensioni del libro (più di 600 pagine) e gli argomenti trattati in maniera molto metodica ed esauriente, si potrebbe pensare che Renzo Garrone sia un topo di biblioteca, immerso nel suo studio a leggere e studiare. Invece Renzo Garrone è un viaggiatore, che però si è sicuramente concesso lunghi periodi a tavolino per produrre un’opera così corposa!
Infatti il libro è veramente esauriente: percorre la strada fatta dal Turismo Responsabile in questi 10 anni e passa, cercando di non dimenticare niente; organizzando una notevole mole di informazioni non sempre facilmente catalogabili.
La mia opinione è che ci sia riuscito molto bene. Dopo aver letto (se non studiato!) questo libro le mie idee sul settore si sono chiarite; e ho arricchito il mio bagaglio culturale sull’argomento.
Quindi un libro certamente di settore, ma che può essere fruibile anche da un pubblico neofita, desideroso di andare oltre la mera definizione di TR.
Ma cerchiamo di dare qualche indicazione maggiore sul libro. E’ veramente un’opera magna, che raccoglie tutto lo scibile sull’argomento, che ripercorre la storia del “movimento”, fa un quadro della situazione attuale e analizza il tutto secondo diverse angolature.
Come dice il libro, il campo d’analisi è ristretto al Terzo Mondo. Ristretto si fa per dire, perchè il Turismo Responsabile si concentra inevitabilmente su questi paesi e inoltre la materia da trattare è comunque notevolmente ampia.

Garrone inizia facendo una panoramica sul turismo di oggi: il fenomeno, le motivazioni che spingono a viaggiare, chi sono i “padroni del vapore”, le criticità sollevate dal turismo nel Terzo Mondo (descritte anche in dettaglio affrontando alcuni esempi-modello: Senegal, India, Repubblica Dominicana).
Gli esempi sono utili, perchè danno una maggior concretezza alla problematiche descritte e mostrano inoltre come ogni paese abbia le sue criticità: in alcuni è più evidente il degrado ambientale, in altri i problemi di diritti umani fondamentali negati, in altri ancora la disgregazione sociale. Per un europeo, a volte può essere difficile mettere a fuoco questi problemi, perchè in linea di massima non gli appartengono. Leggere questi capitoli ci aiuta a comprendere.
Dopo questa lunga analisi, Garrone approda a parlarci della critica al turismo: un po’ di storia sul tema, tanti nomi di movimenti e associazioni (italiani ed internazionali) e ovviamente il giusto spazio ad AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile). Alla quale non risparmia neppure critiche rilevandone i punti deboli e le contraddizioni. Ho trovato questa parte molto sincera: quando si fanno analisi critiche, è facile cadere nella tentazione di calcare la mano, di mettere troppo in risalto aspetti negativi, o dall’altro aspetti positivi. Invece mi pare che Garrone abbia mantenuto un giusto equilibrio e una buona dose di “saggezza” nell’esprimere il suo parere. Proprio grazie a questo suo equilibrio, questa parte è molto interessante.

Infine, il Turismo Responsabile. Cos’è e come viene praticato in Italia? continuando il discorso iniziato nei capitoli precedenti con la critica al turismo di massa, Garrone approda alla “controproposta”, ovvero il Turismo Responsabile. Il discorso procede in maniera abbastanza lineare, senza pretendere di dare troppe “lezioni”, ma piuttosto guardando a cosa fanno (in termini anche molto pratici) le agenzie di TR nostrane.
Certo in quest’ultima parte si nota come vi siano ancora molti punti aperti: alcuni capitoli/paragrafi, sono somme di discussioni e pensieri di Garrone e di tanti altri citati nel libro, sempre molto stimolanti ma ovviamente più difficili da seguire.
Ma purtroppo non vi è ancora nulla di definitivo sul TR e quindi è naturale che a volte il discorso oscilli tra una visione più “lasca” del concetto di TR e invece un’idea fin troppo virtuosa di quel che dovrebbe essere il Turista Responsabile modello. D’altra parte, come si spiega nel libro, i tentativi di creare marchi e certificazioni sono per il momento arenati: Garrone ci dice che non è facile certificare qualcosa di complesso e variegato come il turismo, e, forse, non è neppure detto che questo sia per forza un bene.

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