Ryszard Kapuscinski, In viaggio con Erodoto

Kapuscinski è una persona che ispira simpatia. Non posso farci niente. Non so quale sia il “trucco” che utilizza, ma ogni volta che lo leggo mi trovo a considerarlo simpatico. Questa sua opera è altrettanto “simpatica”.
Che bella idea quella di raccontarci il viaggio ripensando a Erodoto, il primo viaggiatore-cronista della storia. Colui il quale fece forse il primo trattato di storia che noi conosciamo. Non un racconto epico, NON un storia edulcorata per far piacere ad un re, ma proprio Storia, come la intendiamo noi. Fatta cercando di mettere assieme i pezzi, analizzando fonti informative diverse.

Kapuscinski incrocia i ricordi dei suoi viaggi alle storie raccontate da Erodoto. Per Ryszard, Erodoto è il modello di cronista a cui si ispira.

questo libro è godibilissimo, e le Storie di Erodoto fanno subito appassionare. Ma perchè al liceo si studia così poco? Certo, il suo nome “circola”, ma non abbastanza.
I racconti delle battaglie tra Greci e Persiani sono formidabili e molto più “gustosi” di certi testi di storia moderna. Questo perchè sono raccontati i fatti fino in fondo: non ci si limita a raccontare un fatto, ma si cerca anche di capire perchè è accaduto e come si è svolto. Perchè nei libri di storia non si racconta mai del sudore e della fatica delle battaglie? del sangue? e della pazzia che spesso circonda tante avventure?

Purtroppo anche Erodoto non ci racconta tutto ed è divertente vedere come Kapuscinski rimanga inappagato: legge un brano delle Storie, e subito dopo si pone mille domande, alle quali purtroppo non c’è risposta. E’ come un bambino curioso che continua a fare e a farsi domande. E alla fine il suo entusiasmo travolge anche il lettore. La cosa più bella è proprio quella di farsi coinvolgere dalla voglia di conoscere dell’autore.

Kapuscinski si sente molto vicino ad Erodoto perchè pensa che anche il grande autore greco avesse la stessa frenesia di conoscere che ha lui. e penso che K. abbia ragione: il ritratto che fa della personalità di Erodoto lo trovo molto plausibile. K lo descrive come un uomo colto, che ama conoscere il mondo ed è anche un bravo oratore, capace di attirare il pubblico con le sue storie di viaggi. Molto probabilmente si guadagna il pane raccontando le sue peripezie ad un pubblico pagante. E i soldi che guadagna li reinveste nei suoi viaggi e nella stesura della sua grande opera, le Storie.

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