ALL-INCLUSIVE, A Tourist World

Cos’è il turismo del 2000? e i viaggiatori, chi sono? Una mostra aperta fino al 4 maggio al museo Schirn Kunsthalle di Francoforte si pone questa ed altre domande e cerca di interpretare il fenomeno turismo, con occhio critico ma anche con tanta ironia.
La mostra si intitola All-inclusive ed è sicuramente un nome azzeccato. E’ il nome-simbolo del turismo e del viaggio nel nostro tempo.

All-inclusive indica il tentativo di includere tutto il possibile nella propria esperienza di viaggio. Viaggiando si ha sempre paura di perdersi qualcosa: un monumento, una spiaggia, un incontro, un’emozione. La mostra racconta le inquietudini di inizio millennio, e i desideri dei turisti-viaggiatori, più o meno appagati dalle “offerte di viaggio” e dai modi di viaggiare.
In questa mostra non troverete i reportage da mondi esotici di famosi viaggiatori-doc, ma i luoghi-tipo e gli archetipi che si ritrovano in ogni viaggio. Come ad esempio il nastro trasportatore delle valigie (Uncollected dei danesi Elmgreen & Dragst) o il metal detector all’aeroporto (Safety Doors del turco Ayse Erkmen), oppure il negozio di souvenirs “tipici del luogo” che ormai offre la stessa accozzaglia di oggetti in ogni parte del mondo, probabilmente tutti prodotti in Cina…

In molte opere poi traspare l’inquietudine della ricerca di qualcosa che immancabilmente non si troverà. Cos’è un viaggio? Reiner Riedler, con la collezione di foto C-Print, ci racconta di questi luoghi falsamente esotici.

Questa mostra ci è piaciuta, soprattutto perchè è ironica, divertente. Niente opere tetre e mortifere, ma opere che cercano di far riflettere con un po’ di leggerezza umoristica.

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