No Photo

L’avete notato anche voi? a me capita sempre più spesso…. NON si può fare foto. Nè con il flash, nè senza. A Firenze, ad Assisi, A Francoforte. E in Messico in tutti i siti o quasi, non si può usare il treppiede. Che sia giunto il momento di lasciare a casa questo “pesante” fardello?

Per chi ama visitare siti d’arte e cultura e amava portarsi a casa qualche ricordino sotto forma di scatto fotografico, le cose si fanno complicate.
Oramai in molti luoghi di interesse turistico non è più possibile fotografare gli interni dei monumenti, siano essi chiese o musei o altro.
Gli esterni rimangono ancora accessibili ma a guardare l’esempio del Messico, sembra che si vorrebbe inventare qualche divieto anche in quel caso.

Il motivo è che l’evoluzione tecnologica delle fotocamere, permette di fare foto “troppo” belle, che qualcuno potrebbe comprare (invece di comprare il catalogo della mostra…). Lo stesso per la videocamera: anche con essa si possono fare servizi egregi.
Evidentemente l’ente gestore del bene culturale, si sente rubare qualcosa quando uno scatta una foto. E non vuole, ad esempio, che qualcuno scriva un articolo corredato di belle foto.
Io non capisco bene quale sia il guadagno mancato da parte dell’ente. Anzi, se qualcuno usa quelle foto, penso solo che faccia pubblicità all’opera d’arte.

Ad ogni modo, stavo riflettendo sul fatto che bisognerà abituarsi a questa tendenza, e non solo per le opere d’arte. Proprio parlando di Turismo Responsabile, uno degli argomenti che emerge è proprio come e quando fare foto. Ad esempio foto alle popolazioni locali.
Non c’è una vera regola, ma solo il buon senso di non infastidire troppo la gente con “click” ossessivi. Diciamo che sarebbe bene chiedere il permesso prima di fotografare qualcuno.
Ma anche in questo caso, sorge un problema. Sì perchè spesso il permesso viene concesso, ma con la richiesta di denaro!
Quindi, tirando le somme, le opere d’arte non si possono fotografare perchè si fa perdere denaro agli enti che li gestiscono, mentre le popolazioni locali vogliono denaro per farsi fotografare! Che dura la vita del turista-fotografo!

Non c’è niente da fare, ci vogliono dei metodi alternativi per portare a casa qualche ricordo in più. A me non è venuto in mente molto, solo queste due cose che vi dico.

Disegnare: sarebbe certamente l’ideale, ma certo ci vuole un po’ di mano e molto molto tempo. Sarebbe bello riuscire a produrre degli schizzi di momenti salienti del viaggio. In fondo, sono anche un’interpretazione personale di ciò che si vede.
Scrivere: questo è più fattibile; cercare di descrivere quello che si sta vedendo e anche magari le emozioni e le impressioni che si provano. ma anche questo comunque richiede tempo.

Uhm… a pensarci bene, mi è venuto in mente qualcos’altro…un bel registratore! sì, di quelli che si usano per le interviste. Invece di scrivere si parla; è certamente più semplice e veloce, meno faticoso che scrivere e disegnare.
In più, ci potrebbe essere anche il vantaggio di imprimere non solo la propria voce, ma anche la voce delle persone che si incontrano, viaggiatori e indigeni che siano.
Sperando che, almeno per un po’, nessun si sogni di chiedervi l’obolo anche per questo…;-)

Saluti!

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