L’antica città Maya di Palenque


A Palenque fu ritrovata, ben nascosta, una meravigliosa lapide, che copriva la tomba del re Pakal il Grande. Peccato non averla potuta vedere…
Purtroppo anche a Palenque abbiamo avuto diverse limitazioni nella visita al sito. Intanto non era possibile usare il cavalletto per la videocamera, se non pagando una tassa di diverse centinaia di dollari; poi era possibile salire solo su alcune piramidi. Esclusa, la Piramide delle Iscrizioni, al cui interno si trova la tomba di K’inich Janaab’ Pakal con la celebre lapide che mostra il re mentre cade nell’inframondo.

Un peccato, come al solito infastidisce pagare per vedere un sito archeologico e non poterne fruire completamente. Palenque in ogni caso non ci ha affascinato molto: abbiamo preferito siti come Yaxchilan o Bonampak.

Certamente rispetto a questi due è però più vasto, con molte più piramidi e monumenti complessi. Inoltre devo ammettere anche una cosa: stanchi della visita al sito, non abbiamo visitato il Museo….grave errore!!! Il museo contiene diverse sculture e bassorilievi, conservati lì perchè il clima caldo umido e la vegetazione iper-rigogliosa mettono a dura prova la resistenza dei complessi archeologici della zona. C’erano sicuramente molti pezzi di gran pregio, che noi ci siamo persi.

Ma facciamo un po’ di storia. Le strutture più vecchie risalgono al 600 d.C., ma il sito si pensa sia stato popolato fin dal periodo Pre-classico dei Maya. Al tempo dell’arrivo degli spagnoli, Palenque era già una rovina da molto tempo.

Fu la capitale dell’importante Stato di B’aakal (ossa), dell’età Classica Maya, un importante centro dal V secolo a.C. al IX secolo a.C.

Il re più famoso fu K’inich Janaab’ Pakal (Pakal il Grande), del quale nel sito si trova la famosa tomba che non abbiamo potuto vedere.
Come dicevo la Piramide delle Iscrizioni è una costruzione notevole, ma molto altro c’è da vedere nel sito.

Il Palacio, un complesso di edifici interconnessi, con portici e cortili, e con delle grandi rappresentazioni di regnanti maya, con l’inconfondibile profilo della gente di quei luoghi.

Il Tempio del Teschio (Templo de la Calavera), il primo che si incontra, dove si può ammirare, appunto, una scultura di un teschio. Molto ben fatta, abbastanza inquietante.

il Gruppo de Las Cruces, con Il Tempio del Sole, Il Tempio della Croce, Il Tempio della Croce fogliata. Come nel caso di altri templi, presentano una struttura piramidale e in cima il tempio vero e proprio, al cui interno si possono ammirare bassorilievi.

I bassorilievi che si trovano qui, ma anche in altri siti come Yaxchilan, sono molto interessanti: bisognerebbe spendere del tempo per studiarli bene. Presentano delle immagini molto ben definite, precise, di figure umane spesso vestite con “strani” indumenti e oggetti rituali misteriosi. Per alcuni di essi qualcuno ha tirato fuori la fantascienza, dicendo che sono strumenti derivati da una tecnologia a noi sconosciuta. Certo è che non raprresentano nulla che noi europei possiamo capire all’istante, di alcuni oggetti e decorazioni forse non riusciremo mai a capire l’uso o la tipologia. Comunque la fattura è di grande qualità, dimostra una notevole capacità tecnica e raffigurativa.
Personalmente trovo che sia l’aspetto più bello della civiltà Maya: per quel che ho visto (e ammetto di non aver visto tutto in Messico e altri paesi dove regnavano i Maya), non erano degli eccelsi architetti. Certo le piramidi colpiscono per la loro maestosità, ma, ad esempio, se vogliamo paragonarle a certe costruzioni che si trovano in Perù (Sacsayhuamàn, Machu Picchu), secondo me sono inferiori. Inoltre non avendo scoperto l’arco a tutto sesto e altre “diavolerie” architettoniche, i loro edifici seguono sempre degli standard abbastanza rigidi.

Rimane il fascino del sito nel suo insieme: la giungla a ridosso dei monumenti, gli anfratti con i pipistrelli o con il soffitto gocciolante di umidità…Insomma, i motivi per andare a vederlo rimangono molti…ricordatevi però di vedere il museo!!!

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