Egitto, qualche consiglio prima di partire


Abbiamo viaggiato per l’Egitto da viaggiatori indipendenti. Non è stato impossibile ma nemmeno facilissimo. In linea di massima il turismo in Egitto viene incanalato e intruppato, per cui è difficile sfuggire completamente ai tour operator: gite ad Abu Simbel organizzate, crociere sul Nilo e altro, son cose alle quali è difficile sfuggire del tutto. Il che non è sempre negativo, perchè abbiamo fatto 3 giorni di crociera confortevoli e per arrivare ad Abu Simbel era difficile pensare di fare altrimenti.

Trasporti:

L’Egitto è il Nilo e tutti i viaggi non possono che snodarsi lungo il grande fiume. Noi, arrivati in aereo al Cairo, abbiamo deciso di prendere il treno notturno con cuccetta fino ad Assuan e da lì iniziare il tour. Ci siamo appoggiati ad una compagnia di Turismo Responsabile (Viaggi e Miraggi) per riuscire ad acquistare il biglietto. Il viaggio è stato abbastanza confortevole.
Da Assuan, abbiamo fatto una giornata andata e ritorno ad Abu Simbel e poi siamo risaliti lungo il Nilo. Prima con due giorni di crociera sul Nilo fino a Luxor, poi di nuovo in treno con cuccetta fino al Cairo.

Anche per entrare in Egitto, se non ci si appoggia ad un tour operator, è leggermente più difficile. Più che altro, si necessita di un passaporto, mentre ad esempio un turista che va a Sharm el Sheik, può andarci con la carta d’identità.

Clima:

Per quel che riguarda il clima, a marzo non era particolarmente caldo, una felpetta ci stava di sera. Forse sul mar rosso c’è più caldo. Lungo il Nilo, sia verso Assuan che al Cairo, non c’era una temperatura molto alta.

Alloggi:

Gli alberghi non sono male e non sono costosi. Anche la sistemazione in crociera è molto buona, anche se un po’ più cara. Ma è compreso anche colazione, pranzo, e cena, e il trasporto. In più è molto comodo, forse il modo migliore per girare l’Egitto, visto che molti monumenti e città sono lungo le rive del Nilo.

Cibo:

Buono. Cucina mediorientale, non usano molto il cous cous, piuttosto usano varie salsine con ceci e riso. Abbiamo anche assaggiato delle cose fritte (forse cervella) in un baracchino al Cairo. Buono anche quello.

Lingua:

Nessun problema. Si riesce a parlare inglese un po’ con tutti.

Bakshis:

Come scritto in diversi articoli, le due cose a cui bisogna abituarsi sono il continuo tentativo di chiederti bakshis da parte di tassisti e altri “fornitori di servizi” e l’estremo maschilismo che si manifesta in tanti modi, tutti purtroppo potenziali ostacoli per una viaggiatrice. La prima scocciatura la si deve sopportare: cercheranno sempre di spillarvi soldi in ogni occasione e anche dopo che avete stabilito un prezzo.
La seconda, è meglio stare attenti. Non è un luogo comune che gli egiziani considerino le donne occidentali delle prostitute, è semplicemente un dato di fatto. Quindi, bisogna prestare attenzione e rispettare le loro regole (ad esempio, per le donne, indossate SEMPRE qualcosa che copra i capelli).

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